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Your Dressmakers

le parole del marketing: brand awareness

Quante volte ti è capitato di sentir parlare un esperto di marketing e di non capire nulla di quello che dice?

Call to action, sentiment, buyer persona, content marketing e simili, non sono che scatole vuote se nessuno ne spiega il significato.

In Cobweb, quando parliamo con un cliente evitiamo questi inglesismi inutili per arrivare al dunque, ma abbiamo deciso di utilizzare il nostro blog per fornire un valido strumento per tutti, così, indipendentemente dal professionista con cui dovrai interagire, ti sarà più facile comprendere quale servizio stai per pagare.

Oggi ti parliamo di Brand Awareness

Il suo significato letterale è “consapevolezza della marca”, e anche detta così, vuol dire poco.

La Brand Awareness è quel lato della comunicazione che ti rende riconoscibile al pubblico.

Facciamo qualche esempio pratico: se ti dico “bibita gassata” cosa ti viene in mente? E se ti dico “hamburger”?

Senza essere veggente, so che alla prima domanda hai risposto Coca-Cola e alla seconda “Mc Donalds” (o, in alternativa Fanta/ Sprite alla prima, e Burger King alla seconda).

Ecco, questa è la Brand Awareness, ovvero quell’associazione mentale automatica che porta il consumatore ad unire un prodotto con il marchio.

Curare questo aspetto della comunicazione è cosa delicata e non banale, perchè, se ci pensi, di produttori di bibite gassate e hamburger al mondo ce ne sono un’infinità, ma nessuno batte questi grandi nomi.

La Brand Awareness non è solo pochi

E allora come posso pensare di arrivare in vetta alla classifica se ci sono dei colossi che hanno in trono in pianta stabile?

Dipende da tante variabili in realtà: dal tuo settore, dall’immagine che stai creando, dalla cura di alcuni dettagli e si, mi dispiace, ma anche da quanto sei disposto ad investire in termini di tempo, impegno e denaro.

Questo non significa che tu debba vincere al gratta e vinci per poterti permettere di essere riconosciuto dal pubblico, ma se non hai voglia di curare i dettagli, non hai voglia di delegare a un professionista e non hai voglia di spendere un centesimo perchè da solo sai fare tutto, allora, beh, puoi smettere di leggere l’articolo qui.

Per avere un’immagine solida nella mente del tuo consumatore è importante che prima di tutto tu sappia chi è il tuo consumatore (che in gergo si chiama “target”, lo abbiamo approfondito in questo articolo): è qualcuno che vive nei paraggi? Quanti anni potrebbe avere? Ha famiglia?

Insomma, è importante che ti disegni uno o più modelli di “consumatore tipo”, e che ti immagini di parlare direttamente con lui/ loro.

Una volta disegnato questo cartonato immaginario del tuo pubblico, unisci quello che è il tuo prodotto a un’immagine che coniughi il tuo carattere a quello che potrebbe rimanere impresso al cliente. Stupiscilo, anche con semplicità, e rimarrai nella sua mente, facendo diventare il tuo marchio un punto di riferimento per l’intera categoria di prodotti che vendi.

E non usare inutili inglesismi gergali se il tuo pubblico non mastica quel linguaggio.

Questo è il motivo per il quale noi di Cobweb ci rifiutiamo di essere classificati come una “Web Agency”, ma preferiamo catalogarci come “Agenzia di comunicazione”, perchè a Bergamo, come nel resto d’Italia, parliamo una lingua antica, ricca di sinonimi e dalla storia affascinante: l’italiano, e siamo sicuri che esistano sempre parole italiane che facciano capire al meglio ogni concetto.

Se questo articolo ti è piaciuto, se hai domande da farci o se vuoi comunicare con noi per qualsiasi cosa, scrivici una mail, o contattaci sui nostri social, lasciaci un segno isomma.

Grazie per il tuo tempo!

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